Acabo de ver La Celestina de Gerardo Vera. Peli técnicamente muy buena, óptima fotografía de José Luis López Linares, vestuario de Sonia Grande y puesta en escena excepcional entre Guadalajara, Toledo y Cáceres pero... la reducción del texto es bastante floja, perdiendo todo el maravilloso trabajo de Fernando de Rojas que es la razón por la que se estudia. Se pierde el juego de los registros linguísticos de Celestina entre nobles y criados, los personajes son planos, sin profundidad, y todo se estandariza según unos cánones y unas lógicas de contemporaneidad que poco tienen que ver no sólo con el siglo XV, sino también con otros posteriores. No hay comparación con otra comedia histórica, como es el caso de la contemporánea (por año de grabación 1996) El perro del hortelano de Pilar Miró, ni siquiera como reparto. Emma Suárez y Carmelo Gómez eclipsan a una Penélope Cruz con voz de patito y a un imberbe Juan Diego Botto. Única excepción, la gran interpretación de Terele Pávez en el rol de la protagonista.
giovedì 1 dicembre 2011
LA CELESTINA
Acabo de ver La Celestina de Gerardo Vera. Peli técnicamente muy buena, óptima fotografía de José Luis López Linares, vestuario de Sonia Grande y puesta en escena excepcional entre Guadalajara, Toledo y Cáceres pero... la reducción del texto es bastante floja, perdiendo todo el maravilloso trabajo de Fernando de Rojas que es la razón por la que se estudia. Se pierde el juego de los registros linguísticos de Celestina entre nobles y criados, los personajes son planos, sin profundidad, y todo se estandariza según unos cánones y unas lógicas de contemporaneidad que poco tienen que ver no sólo con el siglo XV, sino también con otros posteriores. No hay comparación con otra comedia histórica, como es el caso de la contemporánea (por año de grabación 1996) El perro del hortelano de Pilar Miró, ni siquiera como reparto. Emma Suárez y Carmelo Gómez eclipsan a una Penélope Cruz con voz de patito y a un imberbe Juan Diego Botto. Única excepción, la gran interpretación de Terele Pávez en el rol de la protagonista.
martedì 29 novembre 2011
VELES E VENTS AUSIÀS MARCH
Un poco de Ausias March... que me acompaña en estas largas veladas de literatura, poesía, recuerdos y sueños.
lunedì 28 novembre 2011
RECONSTRUYENDO MSV
He leído esta novela de Antonio Orejudo porque hablaba de Miguel Servet. Que, además de ser el primer ereje ejecutado por Calvino (quizás por envidia hacia la Inquisición Católica) es la calle, entre Lavapiés y Embajadores, cerca de la que se encuentra mi centro UNED. Me ha gustado, y he aprendido muchas cosas interesantes, por ejemplo:
- cómo organizar una revuelta contra las jerarquías religiosas
- cómo asediar una ciudad
- cómo sacar informaciones a un acusado con el tormento
- cómo crear los tipos de imprenta
- cómo seducir a unas novicias
Para una profundización y un comentario personal (serio, esta vez) os invito a visitar mi otro blog lindalaprofe.blogspot.com
LENGUA Y LITERATURA (Y BRÚJULA)
Cambio de planes
Me he inscrito en la UNED. Estoy cursando el Máster Universitario en Formación e Investigación Literaria y Teatral en el contexto europeo.
Si todo va bien, y eso espero, el paso siguiente se llama Doctorado.
Para mantener una agenda de mis estudios, y de las profundizaciones que requieren, he reconvertido este otro blog, que estaba aquí, dormidito.
Espero que os anime a estudiar. O a dejarme estudiar.
martedì 22 dicembre 2009
la neve boicotta il mio lavoro

oggi avrei dovuto consegnare ai ragazzi la lista dei libri da leggere non solo per le vacanze di natale, ma anche in vista dell'esame. invece, grazie alla neve, ho passeggiato in lungo e in largo per bucci insieme ad altri animali disabituati a camminare come me, facendo un sacco di commissioni quali mai avrei fatto se avessi avuto la macchina. secondo me è stata la goduria di non dover posteggiare che mi ha sospinta per tutta la giornata, anche quando la luce stava scemando e la neve aveva congelato seriamente le mie caviglie. sono riuscita a:
1. andare in banca
2. comprare i regali di natale
3. passare dal gastronomo pugliese e impossessarmi di cinque caciottine a forma di maiale da regalare a tutte le mie zie, chissà se capiscono
4. andare a pranzo da mia madre
5. andare in farmacia
6. passare dalla biblioteca
7. fare la spesa
8. cucinare
9. impacchettare i regali
10. scrivere sul blog
giornata intensa: scommetto che se non fosse stato per la neve, non avrei fatto nemmeno la metà di tutte 'ste cose
ora vado a pescare a caso uno dei 12 libri che ho portato a casa dalla biblioteca per allietare le mie vacanze da prof incompetente e gaudente!
mercoledì 16 dicembre 2009
Nightmare before Christmas
quando correggo 20 test di analisi logica e la media dei risultati è 4 mi domando:
a) come fanno a non avere riconosciuto nemmeno i predicati verbali (!) SONO VERBI!
b) come ho fatto io a non accorgermi che non sapevano assolutamente nulla
c) perché quando sono alla lavagna un mezzo ragionamento lo fanno e al posto nisba
d) come è possibile che dopo tre anni di grammatica per due volte alla settimana non capiscano ancora assolutamente nulla, non sappiano scrivere in un italiano degno di questo nome e siano ancora ostinati sugli stessi errori che commettevano quando li ho presi (in seconda - prima li ha tenuti un'altra, quindi non è tutta colpa mia)
sicuramente ce l'hanno con me. si sono messi tutti d'accordo per non studiare la grammatica, perché tanto non serve a niente, mica come l'inglese. si sono messi tutti d'accordo perché così alle riunioni le mie colleghe possano accusarmi di incompetenza in quanto produco alunni semianalfabeti. e, come tutti ben sanno, se dei ragazzi non sanno né leggere né scrivere né esprimersi in nessuna disciplina, la colpa è esclusivamente della prof di lettere. cioè mia.
sono quindi dibattuta: qual è il mio ruolo? aprire loro la mente, insegnare loro a vedere il mondo con altri occhi, scevri di pregiudizi? a produrre testi interessanti e ricchi di informazioni? a discutere rispettando i turni e le opinioni altrui? a leggere con espressività? a capire le informazioni delle consegne, di un forno a microonde, della vita? a gestire tabelle e produrre grafici, analizzando i problemi socio-politici del mondo, e le reali cause storiche dei conflitti, e le conseguenze? a rispettare e gestire le risorse, nell'ottica di un decremento felice? no, perché questo vuol dire insegnare per competenze, ed è quello che sto facendo, lavorando il triplo di qualsiasi altra disciplina (per lo stesso stipendio e nessuna riconoscenza ndr)
o forse dovrei limitarmi, come mi viene suggerito, a insegnare la grammatica, l'analisi logica, l'analisi del periodo, e poi ancora l'analisi testuale, e l'analisi storica, e l'analisi geografica e alla fine più che una prof mi sembra di essere un'analista!
non lo so. so che sono tendente al depresso, e che per ogni passo avanti mi sembra che ne stia facendo tre indietro.
meno male che ora vengono le vacanze d'inverno e posso meditarci un po' su...
a) come fanno a non avere riconosciuto nemmeno i predicati verbali (!) SONO VERBI!
b) come ho fatto io a non accorgermi che non sapevano assolutamente nulla
c) perché quando sono alla lavagna un mezzo ragionamento lo fanno e al posto nisba
d) come è possibile che dopo tre anni di grammatica per due volte alla settimana non capiscano ancora assolutamente nulla, non sappiano scrivere in un italiano degno di questo nome e siano ancora ostinati sugli stessi errori che commettevano quando li ho presi (in seconda - prima li ha tenuti un'altra, quindi non è tutta colpa mia)
sicuramente ce l'hanno con me. si sono messi tutti d'accordo per non studiare la grammatica, perché tanto non serve a niente, mica come l'inglese. si sono messi tutti d'accordo perché così alle riunioni le mie colleghe possano accusarmi di incompetenza in quanto produco alunni semianalfabeti. e, come tutti ben sanno, se dei ragazzi non sanno né leggere né scrivere né esprimersi in nessuna disciplina, la colpa è esclusivamente della prof di lettere. cioè mia.
sono quindi dibattuta: qual è il mio ruolo? aprire loro la mente, insegnare loro a vedere il mondo con altri occhi, scevri di pregiudizi? a produrre testi interessanti e ricchi di informazioni? a discutere rispettando i turni e le opinioni altrui? a leggere con espressività? a capire le informazioni delle consegne, di un forno a microonde, della vita? a gestire tabelle e produrre grafici, analizzando i problemi socio-politici del mondo, e le reali cause storiche dei conflitti, e le conseguenze? a rispettare e gestire le risorse, nell'ottica di un decremento felice? no, perché questo vuol dire insegnare per competenze, ed è quello che sto facendo, lavorando il triplo di qualsiasi altra disciplina (per lo stesso stipendio e nessuna riconoscenza ndr)
o forse dovrei limitarmi, come mi viene suggerito, a insegnare la grammatica, l'analisi logica, l'analisi del periodo, e poi ancora l'analisi testuale, e l'analisi storica, e l'analisi geografica e alla fine più che una prof mi sembra di essere un'analista!
non lo so. so che sono tendente al depresso, e che per ogni passo avanti mi sembra che ne stia facendo tre indietro.
meno male che ora vengono le vacanze d'inverno e posso meditarci un po' su...
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